LA POLYOMAVIROSI
la
POLYOMAVIROSI è una infezione virale dei pappagalli
e di altri uccelli, anche se i vari tipi di
Polyomavirus non sono ben classificati.
La sintomatologia è estremamente polimorfa, e cambia
in funzione dell'età, della specie e della
concomitanza di altre infezioni (soprattutto con il
Circovirus della PBFD).
POLYOMAVIROSI
- Premessa - Eziologia
La prima malattia grave sostenuta da un polyomavirus
(1981) che sia mai stata descritta in una specie
animale è la cosiddetta "Malattia delle Cocorite allo
Svezzamento" (Budgerigar Fledgling Disease, BFD), che
provoca una grave forma nei giovani pappagallini
ondulati (Melopsittacus undulatus). In breve ci si
rese conto che tale patologia era in grado di colpire
anche altre specie di Psittacidi e probabilmente
uccelli di ordini diversi.
- Trasmissione
L'infezione può essere contratta per via inalatoria od
anche per ingestione del materiale infetto. Il
Polyomavirus può essere presente nelle feci, nella
forfora delle penne e nelle secrezioni oro-nasali. E'
inoltre possibile la trasmissione verticale attraverso
l'uovo. Si ritiene che i pappagalli infettati molto
giovani, oppure per via verticale, sviluppino una
malattia inapparente e che diventino immunotolleranti,
continuando a disseminare il virus nell'ambiente;
perciò i portatori sani sono molto comuni e vengono
ritenuti i maggiori responsabili della diffusione del
polyomavirus.
- Specie colpite
Le specie sensibili e che certamente sviluppano una
malattia clinicamente manifesta in seguito
all'infezione da polyomavirus sono i Pappagallini
ondulati e molte altre specie di Psittaciformi,
inoltre anche diverse specie di Passeriformi, fra cui
i Canarini e Diamanti di Gould, sono sensibili.
Infine, anche se non sono ancora note le relazioni fra
i vari tipi di polyomavirus, si segnala che tali virus
sono stati isolati anche da Galliformi (Pollo,
Tacchino, Fagiano dorato, Fagiano di Lady Amherst), da
Columbiformi e dallo Struzzo.
- Sintomi
La polyomavirosi può assumere caratteristiche cliniche
diverse, soprattutto in funzione della specie colpita
e dell'età dei soggetti.
Cocorite giovani: distensione addominale, rallentato
svuotamento del gozzo, emorragie sottocutanee,
crescita lenta e anormalità del piumaggio. Nei
soggetti giovani la mortalità può variare dal 30 al
100 % ed inoltre sono frequenti le morti improvvise.
Gli uccelli che sopravvivono possono sviluppare delle
lesioni distrofiche del piumaggio, caratteristicamente
indicate come "muta francese". Tali lesioni delle
penne non sono macroscopicamente distinguibili da
quelle indotte da PBFDV, anzi, sono sempre più spesso
segnalate infezioni miste da entrambi i virus.
Altri Psittacidi giovani: i sintomi, che comprendono
diarrea, rallentato svuotamento del gozzo,
abbattimento del sensorio, anoressia, emorragie
sottocutanee diffuse, poliuria ed anche sintomi a
carico del SNC, come paraparesi o paraplegia, possono
comparire in qualunque momento fra le due settimane e
i tre mesi di vita. I pappagalli che sviluppano la
malattia clinicamente manifesta, di solito muoiono
entro 12-72 ore, ma sono frequenti anche le morti
improvvise.
Pappagalli adulti: in genere gli adulti sviluppano
un'infezione inapparente, o caratterizzata da un lieve
malessere aspecifico. Alcune specie, come gli
Eclectus, possono sviluppare una forma clinica con
presenza di melena, distensione addominale e sintomi a
carico del SNC, tale da essere clinicamente simile a
PDS.
Passeriformi: prevalentemente morti improvvise nei
nidiacei e nei giovani adulti.
- Incubazione
Le Cocorite neonate, infettate sperimentalmente,
muoiono dopo circa 10-12 giorni dall'infezione, ma si
ritiene che i giovani pappagalli infettati dopo la
nascita sviluppino la malattia clinica entro 15
giorni. Gli animali adulti, anche non sviluppando una
forma clinica, disseminano in virus nelle feci dopo 2
- 7 giorni dall'infezione.
- Diagnosi
Naturalmente l'anamnesi e la presentazione clinica dei
soggetti fanno facilmente sospettare un'infezione da
polyomavirus. Sull'animale vivo è possibile sia una
ricerca del polyomavirus da tamponi cloacali,
attraverso PCR, sia la determinazione del titolo
anticorpale. Anche alla necroscopia alcune lesioni,
come emorragie diffuse in vari organi e necrosi
epatica e cardiaca sono molto suggestive; è però
indispensabile confermare il sospetto con altri mezzi
diagnostici, come istopatologia, elettromicroscopia,
isolamento del virus ed ibridazione del DNA in situ.
- Terapia
Anche se sono stati segnalati occasionali successi con
l'impiego di interferone e di vari altri
immunostimolanti aspecifici, al momento non esiste una
terapia sicura per questa infezione. Pertanto è
necessario instaurare una terapia generica di
supporto, con fluidi, antibiotici, supporto termico e
quant'altro sia sintomaticamente logico impiegare.
- Profilassi e Controllo
L'osservanza di una buona profilassi igienica e la
massima rigidità nell'effettuare la quarantena sono le
migliori garanzie per evitare l'introduzione di
polyomavirus in una collezione di uccelli. E'
indispensabile che ogni pappagallo, prima di avere
accesso ad un gruppo già stabile, venga posto in
quarantena e testato per polyomavirus. Tutti i
soggetti risultati negativi possono essere
tranquillamente posti a contatto di altri pappagalli,
naturalmente trascorso il normale periodo di
quarantena. Tutti i soggetti risultati positivi devono
essere considerati disseminatori temporanei del virus
e devono venire ri-testati dopo 90 - 120 giorni: se
tali uccelli si negativizzano al test PCR, sono da
considerare guariti e possono pertanto tranquillamente
essere messi a contatto con soggetti sani; se invece
restano positivi sono da considerare disseminatori
perenni del virus e devono venire isolati o posti in
condizioni di non potere infettare altri pappagalli,
soprattutto giovani. Tutto il personale
dell'allevamento deve essere istruito circa la
necessità di seguire regole igieniche ferree,
lavandosi bene e disinfettandosi le mani prima di
entrare nelle diverse voliere e dopo avere manipolato
animali o strutture.
Negli USA è disponibile un vaccino spento contro il
polyomavirus ed anche in Europa è in corso la
preparazione di un vaccino analogo.
Tratto de : "Prontuario di terapia degli Animali da Compagnia", F.
Quintavalla, Cristiano Giraldi Editore, 2000.
Scritto dal
veterinario :
Lorenzo
Crosta, Dr. Med. Vet.
Head of the Veterinary Department
Loro Parque, Tenerife, Canary Islands, Spain
email: veterinaria@loroparque.com