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LA VERMINOSI
Prevenzione : vermifugare gli uccelli (preventivamente si può procedere due volte all'anno). Una volta in autunno e l'altra in primavera. L'interesse di vermifugare gli uccelli é quello si sopprimere i vermi, parassiti interni. Esistono diversi vermi parassiti intestinali dei pappagallini e pappagalli.
I vermi = Ascaridi, Capillaria, Cestodi.
- Le ascaridiosi, vermi rotondi, per molti dei quali non è necessario un ospite intermedio. - Le capillariosi, vermi filiformi, che possono avere un ospite intermedio oppure trasmettersi da un animale all'altro senza ospite intermedio. - La teniasi, vermi nastriformi detta anche vermi piatti. Esistono varie specie. - La singamosi, infestazione dovuta al verme rosso o forcuto.
I vermi rotondi sono i più comuni. Ascaridi : grossi vermi di 3 cm di lunghezza per 1.5 mm di diametro. E' il verme parassita più sovente riscontrato (95 % dei casi di parassiti) presso i pappagallini elevati in voliere. I pappagalli sono meno soggetti a contaminazioni. Questi vermi provocano disastri, ostruendo e perforando l'intestino. Assimilano il mangime dell'uccello e secernano un liquido (veleno) che ricade sul sistema nervoso.
La contaminazione é più frequente presso gli uccelli allevati in voliere esterne. L'umidità e il suolo esterno favoriscono la contaminazione. I topi, gli uccelli selvaggi e le mosche possono essere portatori di uova d'ascaridi che vengono espulse e contaminano l'ambiente. Uno volta al suolo, le uova possono restare vive per molto tempo, circa 1 anno. Solo il calore, oltre 60° le uccide. Gli uccelli che vanno sul suolo le inghiottono e una volta mangiate, le uovo si schiudono rapidamente e si installano tranquillamente nell'intestino.
Si può procedere in due modi per somministrarlo : * La prima è per tubo. Si inietta direttamente il prodotto con la dose voluta direttamente nel gozzo dell'uccello. Per un uccello elevato a mano ben addomesticato lo si può dare direttamente con la siringa o il cucchiaio direttamente dal becco. * La seconda soluzione è più facile, ma non sicura al 100 %. Mettere il prodotto a dosi più forti nell'acqua da bere. Eseguirlo un giorno bel soleggiato e caldo, ritirandogli l'abbeveratoio il giorno prima. Il giorno in cui ritirerete il bere dategli alimenti secchi (semi, grani senza frutta). Rinnovare l'operazione 15 giorni dopo.
Med. Vet. Claudio Peccati :
I vermi (parassiti gastrointestinali) si prendono per contatto con materiale contaminato da feci contenenti forme infestanti di altri animali. Nel caso dei pappagalli il pericolo sembra che deriva solo da altri pappagalli (ci sono rarissime eccezioni, però), il che vuol dire che se un pappagallo ha i vermi e contamina con le feci un certo ambiente (che non viene pulito, ovviamente) altri pappagalli che entrano in contatto con queste feci, con il terreno con i posatoi o altro possono prendersi i medesimi parassiti. Se un pappagallo non ha i vermi non ha alcuna utilità sverminarlo.
In teoria si dovrebbe sempre far precedere la sverminazione da un esame copromicroscopico (esame delle feci) perla ricerca delle forme parassitarie. In assenza di questo la sverminazione, pur potendo essere un'opzione è comunque una scelta arbitraria non avendo dei dati oggettivi disponibili. Il pappagallo tenuto all'esterno è diverso? No. Solamente troppo spesso non si fa il controllo per i vermi prima di mettere il pappagallo alll'esterno e se questo ha i vermi il terreno si contamina e poi gli stessi parassiti si riciclano più volte con i pappagalli presenti (gli stessi responsabili della contaminazione o altri). Se il fondo della voliera non è sterilizzabile (terreno, ghiaia, sabbia, legno) non si riesce ad eseguire un'efficace pulizia dell'ambiente per cui i vermi ci restano. Certo che se il pappagallo i vermi non li ha non ce li porta nemmeno e nemmeno se li prende (se il terreno è intonso) per cui la sverminazione non serve.
Per fortuna i prodotti in uso oggigiorno sono abbastanza innocui e un trattamento fatto a dosaggi corretti non nuoce al pappagallo anche se esente da vermi. Nella pratica comune è prassi sverminare i pappagalli in voliere esterne anche senza eseguire i necessari controlli proprio perchè gli effetti collaterali sono QUASI assenti. Nel caso si decida di trattare alla cieca concordo con le due volte all'anno: alla fine dell'estate e all'inizio della primavera-fine inverno. La mia scelta ovviamente ricade sul trattamento mirato, cioè dopo una diagnosi microscopica di parassitosi gastrointestinale. Med. Vet. Claudio Peccati, Varese
Non dimenticatevi soprattutto di consultare un veterinario aviario !
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